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L’orizzonte di Calvino (seconda parte)

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Il paesaggio ligure è stato determinante per la genesi del romanzo Il barone rampante (1957). Nella Prefazione 1965 all’edizione scolastica del libro Calvino dichiara la presenza dentro il libro di «un altro libro più sommesso, di nostalgica evocazione d’un paesaggio, o meglio: di ri-invenzione d’un paesaggio attraverso la composizione, l’ingrandimento, la moltiplicazione di sparsi elementi di memoria». Il paesaggio ligure si mostra soprattutto nei suoi aspetti di scenario naturale in cui è immersa la vicenda: in questo caso c’è una netta – o per meglio dire fitta – preponderanza della natura vegetale dell’entroterra ponentino. Le descrizioni sono più lunghe e di ampio respiro rispetto ai rapidi scorci del Sentiero e ricamate lungo tutto lo sfondo scenografico del libro. Un solo, significativo esempio basterà ad illuminare l’intero paesaggio raccontato:

“…dovunque s’andasse, avevamo sempre rami e fronde tra noi e il cielo. L’unica zona di vegetazione più bassa erano i limoneti, ma anche là in mezzo si levavano contorti gli alberi di fico, che più a monte ingombravano tutto il cielo degli orti, con le cupole del pesante loro fogliame […] Finiti gli orti, cominciava l’oliveto, grigio-argento, una nuvola che sbiocca a mezza costa. In fondo c’era il paese accatastato, tra il porto in basso e in su la rocca; ed anche lì, tra i tetti, un continuo spuntare di chiome di piante […] Sopra gli olivi cominciava il bosco. I pini dovevano un tempo aver regnato su tutta la plaga, perché ancora s’infiltravano in lame e ciuffi di bosco giù per i versanti fino sulla spiaggia del mare […] Più in su i pini cedevano ai castagni, il bosco saliva la montagna,  non se ne vedevano confini. Questo era l’universo di linfa entro il quale noi vivevamo…”.

Noli (SV): dall'entroterra al mare (fonte: italyzone.it).

Noli (SV): dall’entroterra al mare (fonte: italyzone.it).

Qualsiasi tentativo di spiegazione risulta superfluo, in quanto il testo parla da sé attraverso tutti gli elementi vegetali (e non solo) del paesaggio. Compaiono infatti anche il paese accatastato, il porto e la spiaggia del mare. Alcuni passi non riportati segnalano già il cambiamento dello scenario vegetale rispetto ad un passato più rigoglioso. Denuncia, nella Prefazione, lo scrittore che «tutto questo paesaggio geografico e ideale appartiene al passato: sappiamo che la Riviera in questo secondo dopoguerra è diventata irriconoscibile per il modo caotico in cui si è riempita di caseggiati urbani fino a trasformarsi in una distesa di cemento…». Il libro nasce quindi partendo da un mondo che non esiste più già nei primi anni Cinquanta e l’autore ridà vita al paesaggio della sua terra attraverso un’operazione di lirismo. Il barone rampante assume così un valore storico.

Con tono diversamente nostalgico, nella conclusione del romanzo Calvino accenna i cambiamenti nella vegetazione avvenuti nell’Ottocento, che hanno ridisegnato la flora della riviera:

“…la vegetazione è cambiata: non più i lecci, gli olmi, le roveri: ora l’Africa, l’Australia, le Americhe, le Indie allungano fin qui rami e radici. Le piante antiche sono arretrate in alto: sopra le colline gli olivi e nei boschi dei monti pini e castagni; in giù la costa è un’Australia rossa d’eucalipti, elefantesca di ficus, piante da giardino enormi e solitarie, e tutto il resto è palme, coi loro ciuffi scarmigliati, alberi inospitali del deserto”.

C. Monet, "Ville a Bordighera", 1884. Parigi, Musée d'Orsay, olio su tela.

C. Monet, “Ville a Bordighera”, 1884. Parigi, Musée d’Orsay, olio su tela.

L’immagine immediata che si crea nella mente è quella dei giardini Hanbury, non lontani da Sanremo; tuttavia questa nuova vegetazione esotica domina tutta la costa ponentina. Il lettore riconosce la riviera e ricostruisce la sua storia paesaggistica nel confronto tra paesaggio del libro e paesaggio attuale (continua…).

Bordighera (IM), Giardino Esotico Pallanca (fonte: sanremobuongiorno.blogspot.com).

Bordighera (IM), Giardino Esotico Pallanca (fonte: sanremobuongiorno.blogspot.com).

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