La Casa di Nuto

officina di geoletteratura

Un’estate alle Cinque Terre (conclusioni)

2 commenti

Il paesaggio marino degli Ossi non è solo uno spazio ricco di vegetazione, in alto verso i terrazzamenti, o un ambiente brullo e roccioso, scendendo verso il mare; ma è anche un paesaggio climatico. In moltissime poesie Montale richiama i caratteri climatici del luogo nella stagione estiva. Diversi componimenti si ispirano al tema del meriggio assolato e della sua luminosità: basti pensare a Meriggiare pallido e assorto o ad altri titoli come Gloria del disteso mezzogiorno. La luce, lungi dal rendere tersa e trasparente l’atmosfera, è colta nella sua azione corrosiva: afa, arsura e i derivati del verbo ardere sono sparsi lungo il libro. Spesso l’ora in cui sono ambientate le liriche è l’ora meridiana, in cui la luce è più accesa ed il caldo più soffocante. I versi da citare potrebbero essere davvero numerosi; propongo la seguente poesia per intero, in quanto costruita sulla luce estiva che inonda il paesaggio:

Gloria del disteso mezzogiorno
quand’ombra non rendono gli alberi,
e più e più si mostrano d’attorno
per troppa luce, le parvenze, falbe.

Il sole, in alto, – e un secco greto.
Il mio giorno non è dunque passato:
l’ora più bella è di là dal muretto
che rinchiude in un occaso scialbato.

L’arsura, in giro; un martin pescatore
volteggia s’una reliquia di vita.
La buona pioggia è di là dallo squallore,
ma in attendere è gioia più compita.

Infine, nella poesia che chiude la raccolta, Riviere, tutti gli elementi del paesaggio ligure sparsi nei singoli testi si ritrovano insieme, in un autentico momento descrittivo. Il fatto che Riviere sia l’ultima lirica del libro, considerata dai critici una sorta di appendice (non è infatti inserita nell’ultima sezione, ma si presenta come testo isolato) suggerisce che la presenza nel testo di tutti gli elementi paesaggistici della raccolta non è da addurre alla possibilità che si tratti di una poesia più descrittiva di altre, senza particolari motivi, o un omaggio alla terra del poeta. Al lettore viene consegnato un messaggio conclusivo e riassuntivo dell’intera raccolta, nella quale anche il paesaggio riveste un’importanza centrale e particolare.

La costa e Punta Mesco sullo sfondo (agosto 2006).

La costa e Punta Mesco sullo sfondo (agosto 2006).

Il paesaggio ligure montaliano è prevalentemente evocato o accennato tramite singoli termini o brevi espressioni, come, d’altra parte, impone la brevità della forma letteraria prescelta: la lirica. Della poesia lirica è propria la natura soggettiva nell’espressione dei sentimenti del poeta. In Montale il paesaggio assume un forte valore psicologico personale, mantenendo comunque un intento di oggettività.

I cancelli di Villa Montale a Monterosso (agosto 2006).

I cancelli di Villa Montale a Monterosso (agosto 2006).

Annunci

2 thoughts on “Un’estate alle Cinque Terre (conclusioni)

  1. Ciao Alessandra, come te non sono nata in Liguria e non vanto natali passati che possano essere fatti risalire qui, eppure sento legami fortissimi con questa regione, quasi inspiegabili. Forse le tante estati d’infanzia trascorse a Moneglia, tra le Cinque Terre e Sestri, sono un’indizio, ma l’amore che provo per questa terra selvaggia e dolce, è molto più forte. È quasi un legame di sangue, che non nasce dall’araldica, ma dai ricordi di una bambina che, diventata donna, sente che quel seme piantato così tanto tempo fa, ha attecchito in modo splendido. Ha messo radici forti e profonde. Ieri, dopo 15 anni, sono tornata alle Cinque Terre e me ne sono innamorata di nuovo. Come se non fosse trascorso un solo giorno dall’ultima volta. Cercavo un blog per poter condividere le emozioni che ho provato, con qualcuno che possa capirle e averle provate allo stesso modo. E sono incappata nel tuo, spero non ti dispiaccia.. Ho scritto qualche riga, di getto, mentre mi trovavo a Riomaggiore ieri. Che ti riporto di seguito. ” Terra aspra e dolcissima. Rude e gentile. Terra di conquistatori, pirati, marinai, poeti e borghesi. Terra di mare selvaggio e calmo, come il volo di un gabbiano che plana lento dalla scogliera a picco su un verde smeraldo che diventa blu, più in là, verso l’orizzonte. E sbatte le ali più forte, ora, più veloce, libero e fiero. Dolce e indomito. Liguria. Terra di contraddizioni. Il verde vivo delle sue colline di vigneti, natura mediterranea che vive da straniera in un nord che profuma di sud, che sa di Grecia nei suoi carrugi stretti e irti tra sentinelle in abiti gentili, che sa di Provenza negli odori e nelle insegne in latta e in legno delle vecchie botteghe, che sa di Amalfi nei sapori e nelle case che si inerpicano in alto lungo il monte. Che se le guardi “da baso” , a mare, ti sembrano messe li da una mano che ha un senso della bellezza che si può solo vivere, senza comprenderlo a pieno. Terra bellissima. Terra straniera che ti accoglie. Da straniera, eppure ti senti sua. Ti senti a casa. Terra ricca, perché nei contrari che convivono, abbracciandosi così stretti, sta la vera bellezza.” Ciao Alessandra, e grazie. Valentina Corsini da Modena

    • Ciao Valentina. Grazie mille di questo sentito e bellissimo commento. Scusa se ti rispondo solo ora ma non sempre apro questo blog, che devo decidermi a non lasciar andare, visto che di materiale ne ho accumulato.
      Che dire? Capisco bene quello che scrivi e la tua nostalgia: io non vado in Liguria da qualche anno e mi manca. Tu non hai un blog? E’ molto bello quello che hai scritto e starebbe bene in un post più che in un commento.
      Grazie ancora della visita e ripassa quando vuoi.
      Un abbraccio…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...