La Casa di Nuto

officina di geoletteratura

Un’estate alle Cinque Terre (seconda parte)

Lascia un commento

Nel diario degli Ossi c’è un luogo speciale interamente costruito sul binomio terra-mare: la sezione Mediterraneo. Si tratta di un poemetto unitario, composto da nove liriche fortemente legate nei contenuti, in cui il poeta si rivolge in maniera diretta al mare come ad un padre (la terra è per contrasto e per sua natura madre). Non solo in merito al loro significato simbolico, ma anche a livello descrittivo il mare e la terra sono elementi sempre presenti e distinti. Questa marcata opposizione deriva dalla specifica conformazione territoriale della Liguria e delle Cinque Terre in particolare. Si leggano, a titolo d’esempio, i seguenti versi tratti dalla III poesia della sezione:

…sulle rocce che orlavano il cammino.
Or, m’avvisavo, la pietra
voleva strapparsi, protesa
a un invisibile abbraccio;
la dura materia sentiva
il prossimo gorgo, e pulsava;
e i ciuffi delle avide canne
dicevano all’acque nascoste…

La petrosità del luogo è un’immagine nitida non solo in questi versi ma in tutta la lirica, e lungo l’intero poemetto. Ad essa si contrappone il mare con i suoi colori e la sua fluidità. La descrizione è elemento dominante in Mediterraneo, costruito non solo sull’opposizione terra-mare, ma anche dentro tutti gli aspetti dell’ambiente marino: nei versi citati i ciuffi delle avide canne si ergono sulla roccia ed interagiscono nell’immagine paesaggistica; nella quarta poesia della sezione compaiono anche delle grotte: «Ho sostato talvolta nelle grotte ׀ che t’assecondano, vaste ׀ o anguste, ombrose e amare». Considerando che una lirica della raccolta è dedicata a Portovenere, non si può escludere che il poeta alluda qui alle grotte delle isole di fronte al borgo marino. Dal V componimento, un altro passo significativo:

M’affisso nel pietrisco
che verso te digrada
fino alla ripa acclive che ti sovrasta,
franosa, gialla, solcata
da strosce d’acqua piovana.
Mia vita è questo secco pendio…

Sia l’asprezza del paesaggio roccioso, sia la pendenza del territorio sono qui presenti e riconoscibili: la prima nelle parole pietrisco, franosa, secco pendio, la seconda nelle espressioni digrada, ripa acclive che ti sovrasta.

In tutta la raccolta sono inoltre frequenti i percorsi in discesa, spesso lungo un fiume che scende al mare. La sezione Meriggi e ombre contiene diversi esempi, come l’inizio della poesia significativamente intitolata Clivo: «Viene un suono di buccine ׀ dal greppo che scoscende, ׀ discende verso il mare ׀ che tremola e si fende per accoglierlo». Un lungo percorso in discesa sono anche Arsenio, Incontro e Delta. Si leggano poi questi due versi di Casa sul mare: «Il cammino finisce a queste prode ׀ che rode la marea col moto alterno». In queste liriche la ligusticità non è solo nella conformazione territoriale, per cui la costa è ripida e scoscesa ed innervata da numerosi torrenti; ma anche nella “petrosità” delle descrizioni. L’aspetto aspro e petroso del luogo è evocato nelle immagini rocciose, presenti in moltissimi componimenti. Montale utilizza spesso i termini “petraia”, “pietrame”, “ciottoli”, “greto”… inseriti in un paesaggio che, sebbene abbia risvolti di natura poetica e psicologica, è comunque tratteggiato in modo concreto, visibile e riconoscibile come porzione di spazio naturale.

Riomaggiore (SP), Via dell'Amore (agosto 2006).

Riomaggiore (SP), Via dell’Amore (agosto 2006).

I caratteri dominanti del mare sono invece meno netti, meno definiti. Si tratta di un mare quasi sempre azzurro nelle prime tre sezioni del libro, che assume poi toni più scuri in Meriggi e ombre dove è rappresentato durante momenti di burrasca. Spesso è intravisto in lontananza, dall’alto, e compare in immagini frantumate, o a scaglie: «Osservare tra frondi il palpitare ׀ lontano di scaglie di mare ׀ mentre si levano tremuli scricchi ׀ di cicale dai calvi picchi» (Meriggiare pallido e assorto). Il mare è intravisto da un’altura, quella dei calvi picchi, la cui caratteristica di aridità (calvi) è un altro elemento del territorio delle Cinque Terre. L’espressione scaglie di mare dipinge l’incresparsi della superficie marina, rotta in tante piccole onde (continua…).

Cielo e mare si confondono dal sentiero che porta alla spiaggia di Tramonti, SP (agosto 2010).

Cielo e mare si confondono dal sentiero che porta alla spiaggia di Tramonti, SP (agosto 2010).


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...