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Un’estate alle Cinque Terre

4 commenti

L’opera di Montale in cui la terra di Liguria è maggiormente presente è la giovanile raccolta di poesie Ossi di seppia, composta tra il 1920 ed il 1927, una sorta di romanzo di formazione o il diario di un’estate alle Cinque Terre. Il paesaggio vissuto e rappresentato dal poeta in questi versi non è quello umanizzato delle attrazioni turistiche, ma quello naturale del mare e della terra, dolce e petroso al tempo stesso, lentamente e faticosamente trasformato dall’uomo, fino ad assumere quella conformazione “a fasce” tipica della Liguria e di queste zone in particolare.

Le Cinque Terre da Monterosso (agosto 2006).

Le Cinque Terre da Monterosso (agosto 2006).

Gli elementi del paesaggio ligure sono presenti in modo più o meno vistoso e significativo, ma sempre connotati da un’immagine fortemente realistica. Il paesaggio degli Ossi potrebbe apparire, di primo acchito, se non un qualsiasi paesaggio marino, un paesaggio mediterraneo tipico di tante zone delle coste italiane. Oltre alle preziose informazioni biografiche, confermano la raffigurazione del territorio ligure alcune note peculiari: coltivazioni tipiche, tratti di costa caratterizzati quasi sempre da pendii scoscesi, nomi di luoghi, riferimenti… I seguenti versi da Fine dell’infanzia potrebbero essere, oltre che una conferma della ligusticità del paesaggio del libro, una buona introduzione al discorso:

Pure colline chiudevano d’intorno
marina e case; ulivi le vestivano
qua e là disseminati come greggi,
o tenui come il fumo di un casale
che veleggi
la faccia candente del cielo.
Tra macchie di vigneti e di pinete,
petraie si scorgevano
calve e gibbosi dorsi
di collinette […]
Poco s’andava oltre i crinali prossimi
di quei monti…

Il paesaggio delle Cinque Terre appare qui sia nella sua conformazione territoriale, tratteggiata dalle colline [che] chiudevano d’intorno marina e case e dai crinali prossimi di quei monti, sia nei suoi aspetti di natura vegetale, caratterizzati a tratti da ulivi, vigneti, pinete, ma anche da una certa asprezza (petraie calve e gibbosi dorsi).

Ad una prima lettura complessiva, si distinguono tra i testi numerosissimi nomi di piante e fiori: il paesaggio montaliano è ricco di vegetazione. Ai limoni dell’omonima e nota poesia si aggiungono l’agave, elemento centrale di una serie di tre liriche dal titolo L’agave su lo scoglio, il girasole, canneti ed orti, viti, palme, olivi, pini… A volte si tratta di presenze cariche di un significato simbolico, altre volte sono invece elementi naturali inseriti in un paesaggio brevemente descritto o anche solo accennato, come ne I limoni: «…amo le strade che riescono agli erbosi ׀ fossi dove in pozzanghere ׀ mezzo seccate agguantano i ragazzi ׀ qualche sparuta anguilla: ׀ le viuzze che seguono i ciglioni, ׀ discendono tra i ciuffi delle canne ׀ e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni». Il paesaggio rappresentato in questi versi è un territorio campestre, entro il quale si snoda un percorso su una strada di campagna, in discesa, in cui la presenza della vita (vegetale, animale ed umana) si fa sentire.

Una poesia in cui la vegetazione ed il paesaggio rivestono un ruolo centrale è Egloga, per altro unico momento in cui nel libro compare il treno, elemento costante nel paesaggio delle Cinque Terre, difficilmente raggiungibili in automobile anche oggi. Gli elementi non naturali compaiono di rado nella raccolta: delle case spesso si vedono solo i tetti. L’inizio di Portovenere è un’eccezione: «Là fuoresce il Tritone ׀ dai flutti che lambiscono ׀ le soglie d’un cristiano ׀ tempio…». Il poeta allude alla chiesa romanica di San Pietro, adagiata su uno sperone roccioso contro il mare… (continua…).

Portovenere (SP), agosto 2006 (la targa con la poesia si trova in uno slargo di V. Capellini).

Portovenere (SP), agosto 2006 (la targa con la poesia si trova in uno slargo di V. Capellini).

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4 thoughts on “Un’estate alle Cinque Terre

  1. Un modo del tutto inusuale per leggere le poesie di Montale e quella chiesetta a picco sul mare è veramente affascinante.

    • Quella chiesetta è forse l’unica in cui mi sposerei!! Portovenere è un luogo incantevole, il più bel borgo di mare al mondo. Dagli scogli dietro quello sperone roccioso si tuffava Lord Byron impressionando uno stuolo di donzelle…

  2. La Liguria è proprio terra di poesia, quella parte in maniera speciale.
    E di Byron e Shelley spero di scrivere presto, ho scelto le foto da mesi, attendo solo il mood giusto! Buona serata a te!

    • Le foto… Con la macchina fotografica ho un pessimo rapporto. Faccio poche foto, che mi sembrano anche carine, ma quando poi devo usarle per i miei post mi sembrano sempre inadatte! Per non parlare delle foto che non ho perché sono partita per le vacanze dimenticando la suddetta macchina fotografica o – peggio – con una macchina non mia che si è rivelata non funzionante!
      Non mi piace cercare immagini altrove, ma un blog di geoletteratura senza immagini ha poco senso…
      Buon fine settimana, Miss.

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