La Casa di Nuto

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Genova, via Flavia

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“…anche se i marinai vivono sul mare c’è una voglia porca di terra, di avere sotto la chiglia ciottoli di pietra, una “crêuza” amica e sicura come il sentiero che costeggia i muretti di pietra che dividono i poderi sulle fasce della montagna. Il ricordo in Crêuza de mä sono gli aromi, il sapore di un pasticcio in agrodolce di gatto (lepre di tegola), il bianco di Portofino; il volto color seppia, indelebile, di chi è rimasto a casa. Ossa, anima e cuore stesi a terra ad asciugare”

(M. Mangiarotti, Sulle mulattiere del mare, “Il Giorno” 1 marzo 1984).

Genova, via Flavia (aprile 2012).

Genova, via Flavia (aprile 2012).

Qualcuno dice sia questa la nota crêuza della canzone. Io non lo so. Ma so che i luoghi scrivono leggende. Delle volte, invece, la leggenda nasce dopo, dalle parole con cui un grande poeta ha cantato luoghi come questo…

E ‘nt’a barca du vin ghe naveghiemu ‘nsc’i scheuggi
emigranti du rìe cu’i cioi ‘nt’i euggi
finché u matin crescià da puéilu rechéugge
frè di ganeuffeni e dè figge
bacan d’a corda marsa d’aegua e de sä
che a ne liga e a ne porta ‘nte ‘na creuza de mä 
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2 thoughts on “Genova, via Flavia

  1. I luoghi scrivono leggende solo che se qualcuno poi sa raccontarli, Fabrizio era certo uno di questi, non solo per quanto riguarda la Liguria.
    Buona giornata a te!

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